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La storia dei tre Adolf di
Tezuka.
Adolf Kamil è un ebreo figlio di tedeschi emigrati in Giappone, Adolf Kaufmann è figlio di un ambasciatore tedesco in Giappone e di una giapponese. I due crescono insieme nonostante le rimostranze del padre di Kaufmann, che distruggerà irrimediabilmente l’amicizia tra i due costringendo il figlio a studiare in Germania, dove verrà indottrinato secondo l’educazione nazista e arriverà ad essere un uomo di fiducia del terzo Adolf, Hitler.
Il nazismo viene presentato in modo crudo e realistico e non nella maniera grottesca e decostruttiva di Hitler di Mizuki. Hitler è presentato stavolta in maniera molto coerente con la sua sensazione di superiorità, la sua spietatezza e la sua cecità. È pieno di insicurezze ma non è capace di guardarle in faccia, e questo gli provoca frenesia e instabilità mentale, ma tutto ciò non intacca minimamente il suo carisma verso il popolo tedesco e verso i suoi diretti sottoposti, che anzi ne restano influenzati fino al punto di affermare che il Führer è sì pazzo, ma proprio per questo tutti i tedeschi devono imitarlo ed essere pazzi quanto lui. Nella sua follia e scarsa lucidità Hitler diventa quasi comico e grottesco nei giorni del bunker.
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Se il Führer è folle anche il popolo tedesco deve esserlo |
L’olocausto è presentato nella sua crudezza. Contrariamente ad Hitler il fumetto si concentra molto sul trattamento riservato agli ebrei nella Germania nazista: il lettore assiste a umiliazioni, rastrellamenti, esecuzioni, stragi indiscriminate e marce della morte. La politica estera di Hitler è accennata, ma la guerra in sé stessa viene raccontata principalmente dal punto di vista del Giappone, vissuta da Adolf Kamil e dal giornalista Sohei Toge. Il fumetto non denuncia solo gli orrori del nazismo e della II Guerra Mondiale, ma il suo messaggio è comunicare quanto disumana e pazza sia l’idea stessa di guerra. Il finale spiazza totalmente perché ribalta i ruoli di vittima e perseguitato: ognuno in guerra può diventare potenzialmente un mostro perché la guerra consiste in un progressivo processo di disumanizzazione.
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Ho parlato di
La storia dei tre Adolf di Tezuka
La storia dei tre Adolf di Tezuka
Mi ha saltato il commento:
RispondiEliminadelle opere da te citate, questa è l'unica che conosco. Era la seconda metà degli anni '90, ero un ragazzino del liceo e non era semplice da reperire. Inoltre costava uno sproposito-kun. Non l'ho mai letto tutto...
Moz-
Costa ancora uno sproposito, ma per fortuna io avevo il bonus cultura da usare! Questo è un fumetto fantastico, io ti consiglio vivamente, se puoi, di finirlo ;)
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