Disse Ulisse (o meglio, Dante)...

"Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"

sabato 26 settembre 2015

Teatro: Recensione spettacolo teatrale "Valjean", 22 gennaio 2014

Ieri sera sono andato assieme a una mia amica a vedere uno spettacolo teatrale, "Valjean". Lo avevo visto anche due anni fa con la scuola, e il professore di italiano ci aveva incaricato di scrivere un "tema/recensione" al riguardo. Come al solito pubblico il tema qui, sul mio blog. C'è da dire che sono molto affezionato alla trama (che è ispirata a "I miserabili" di Hugo) anche perché da piccolo adoravo la parodia Disney della storia originale, "Il mistero dei candelabri"... Talmente affezionato che, a distanza di quasi due anni, ho deciso di tornare a vedere lo spettacolo. Ecco a voi la recensione del periodo. Ovviamente tutti i riferimenti (il teatro, il 22 gennaio) sono a quando lo vidi per la prima volta, il 22 gennaio 2014.



Al teatro crocetta di Torino il 22 gennaio è andato in scena il sorprendente musical-off "Valjean".
La sala era era gremita, a tal punto da far fatica a trovare un posto libero.
Come si intuisce già dal titolo "Valjean" è la trasposizione del romanzo di Victor Hugo "I miserabili": prende il nome infatti dal protagonista, Jean Valjean, galeotto evaso, ingiustamente cercato dalla polizia, che tenta di conciliare la vita da "latitante" con quella di padre verso Cosette, il tutto in piena restaurazione francese e nei moti del 1832 che ne derivarono. La trama del musical differisce leggermente da quella del romanzo, specie nel finale, che però non vi sto a dire per non rovinarvi lo spettacolo; anche i temi trattati sono diversi: mentre "I miserabili" voleva essere un romanzo di denuncia nei confronti, per l'appunto, della miseria in cui versavano le classi povere dell'epoca, "Valjean" vuole narrare di una persona che si è riscattata ed ha saputo cambiare il proprio destino.
Quasi tutti gli attori recitano magistralmente, e non è affatto una dote scontata come può sembrare per uno che fa quel lavoro: forse solo Cosette convince poco, risultando un po' innaturale durante il litigio con Valjean all'inizio dello spettacolo e nel presentarsi a Marius.
Interessante è il metodo narrativo tramite flashback, in cui Valjean narra (per la prima volta in venti anni? C'è da dire che questo risulta alquando strano e forzato...) la sua vita e come mai abbia deciso di prendersi cura di Cosette, alla stessa Cosette. Questa narrazione ovviamente, per motivi di tempo, non copre tutto il tempo coperto dal libro di Hugo: si interrompe alla morte di Fantine (madre di Cosette), tralasciando la parte in cui Valjean va a riprendere Cosette dai coniugi Thenardier e la vita di Valjean a Parigi con Cosette.
Ora magari vi chiariamo un dubbio: a inizio articolo si parla di musical-OFF.
Qualcuno di voi si chiederà cosa sia un musical-off: vuol dire che le musiche sono suonate dal vivo. A mio parere, è un'idea vincente! Il musicista, Sandro Cuccini, si mette a suonare il pianoforte nell'angolo sinistro del palco, e ti trasmette direttamente le sue sensazioni durante lo spettacolo, senza il tramite di una fredda sala di registrazione, coinvolgendo lo spettatore ancora di più!
Per quanto riguarda il canto, purtroppo non tutti gli attori hanno prequisiti in tale disciplina: per esempio lo stesso protagonista Valjean - Fabrizio Rizzolo -, che certe volte gridando il suo nome esagera arrivando quasi a sbraitare; lui stesso a fine spettacolo ha detto di essere "autodidatta" nel canto.
Il pubblico a fine spettacolo era entusiasta, applausi a non finire di tutti gli spettatori che riempivano il teatro!

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Disse Anton Ego...

"Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale."