Questo sabato trascrivo qui sul blog alcune pagine del mio diario, scritte la notte tra il 2 e 3 settembre 2017, in un momento d'insonnia. A rileggerle il giorno dopo le ho trovate così spontanee, sincere e indicative del mio modo di pensare che ho trovato che meritassero una pubblicazione qui sul mio blog.
Sabato 02/09/2017
È tardissimo ma, complice la stanchezza e pesantezza mentale che mi attanaglia nelle ultime settimane, solo ora il mio cervello, distrutto, riesce a funzionare, uscendo dall'oblio e dal torpore che lo attanaglia di giorno, soffocato dalla noia e dall'inattività.
Da "Il miliardario di Colle Fosco", di Don Rosa |
(È un particolare totalmente fine a sé stesso questo della Luna, ma mi ha colpito e volevo ricordarlo qui sul diario)
Io scrivo tanto e leggo tanto. Stasera ho letto "Le lettere morali a Lucilio" di Seneca. Ne ho lette poche, ma quelle poche mi hanno totalmente spiazzato: ci sono riflessioni profonde e insegnamenti di vita così giusti e veri, molte più di quante ne abbia trovati in qualsiasi altro libro abbia mai letto, e molte più di qualsiasi cosa abbia mai scritto.
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Lucio Anneo Seneca |
Stasera posso sembrare molto "Labadessa", webcomic che sì fa ridere, ma che un po' mi infastidisce, magari perché in lui stesso rivedo problemi e angosce che attanagliano anche me, ma che cerco effettivamente di risolvere ed eradicare (tra l'altro, anche scrivendo questo diario!), cosa che invece l'autore non sembra fare crogiolandosi in questi problemi e angosce e, buon per lui!, guadagnandoci anche sopra. Tutto ciò per dire che badessa per badessa, mi metto a citarla: "Che cazzo di filosofone è Seneca?".
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Qui l'originale |
No davvero, Seneca lo ammiro per ciò che ho letto, ma allo stesso tempo lo invidio un po': sarà per il meccanismo di stanchezza mentale che ho descritto poco fa, ma io non riesco proprio a capire la realtà al livello a cui lo fa lui: tutti i ragionamenti che faccio zoppicano perché fatti a mente stanca, per poi essere lavati via col sonno. Poi c'è un'esperienza di vita che non ho, essendo solo diciottenne mentre Seneca un uomo maturo durante la stesura delle sue lettere. poi probabilmente, essendo la mia testa stanca, lo scrittura nell'ultimo periodo mi affatica ancora di più, specie se fatta al computer. Anche per questo stasera ho scritto in carta e penna, effettivamente stendendo pensieri più vivi, complessi e sinceri di quanto avrei mai fatto in digitale. Invidio e ammiro Seneca anche per questo: i suoi pensieri ha espressi in spontanee lettere a un amico, non in lunghi e laboriosi trattati filosofici.
[...]
Ora stacco. La Luna ormai si è allontanata e voltandomi non la vedo più, è proprio tardi. Spero domani di non dimenticare queste riflessioni.
Eros Laguardia
Questo post mi ricorda vagamente quello della stella cadente: breve, personale, profondo. Sono il tipo di post che preferisco❤️
RispondiEliminaGrazie! Questo è anche uno dei miei post preferiti! :D
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