Disse Ulisse (o meglio, Dante)...

"Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti
ma per seguir virtute e canoscenza"

martedì 7 luglio 2015

Dal diario di Jefferson Gotrocks

Primo capitolo dell'ultima avventura del ciclo della Banda Encomiabile (se si esclude il prologo de "Il diario di Nessuno"). Si svolge appunto un anno dopo circa i fatti narrati ne "Il diario di Nessuno", collegandosi a quest'ultimo però solo più in la. Buona lettura!



Isola di Cuordi, Cousudor, 28/01

In cuor mio non avevo mai sperato fino in fondo nessuno dei due avvenimenti che mi sono capitati oggi: qualche giorno fa il direttore mi aveva inviato qui, nell'isola di Cuordi, nel Cousudor, perché pare che il Governatore delle Isole Petridi (arcipelago di cui Cuordi è l'isola più importante) di nome Polidoro Orifiamma abbia ricevuto particolari minacce da parte della Banda Encomiabile: per la precisione hanno preanunciato un furto ai suoi danni. La cosa mi è sembrata alquanto strana! L'Encomiabile non sono il tipo di ladri che per amor di egocentrismo e sbruffoneria avvisano prima di rubare: loro rubano e basta. Mi vengono in mente i casi di Von Pest e di Giovanni Ode: nessuno dei due era stato avvisato, ma un furto lo hanno subito. Quindi questo nuovo modo di fare da loro era alquanto sospetto.
Sono arrivato a Cuordi due giorni fa, e ieri mi sono fatto un giro della piccola isola, capitale del distretto delle Isole Petridi; è un posto con una quiete invidiabile: silenzi ovunque, si può sentire benissimo il suono del vento tra le piante, cosa che mi ha sorpreso, abituato come sono al traffico cittadino di New York. Mi hanno però anche detto che nella stagione estiva quest'isola può diventare un caos, visitata da turisti, ed essendo già di ristrette dimensioni, si capisce che i visitatori sono tutti ammassati. Non mi stupisce che sia anche meta turistica: ci sono un'immensità di spiagge, e il mare è puro come pochi. Ma... ora sto solo divagando! Queste cose mi hanno colpito sì, ma non è questo che mi ha messo in pensiero.
Oggi sono andato alla conferenza stampa di Polidoro Orifiamma, dove avrebbe esposto per bene le minacce ricevute. Alla lettura del messaggio, non sembrava proprio dell'Encomiabile: era scritto in un inglese un po' maccheronico e più simile a quello britannico, al contrario del solito e perfetto inglese americano. Alla conferenza stampa eravamo davvero in pochi, giusto io, tre cronisti locali, uno dalla nazionalità indefinibile che non sono riuscito a vedere in faccia per tutto il tempo e un altro inviato. Di quest'ultimo dall'aspetto ho potuto solo capire che era originario di un qualche paese nordico, e stonava alquanto in mezzo ai tre Cousudorensi dai caratteri mediterranei. Comunque ho anche letto personalmente il biglietto con su il messaggio: Orifiamma me lo ha dato
Polidoro Orifiamma
(disegno di Elisa Tadiello)
molto volentieri, consolato dal fatto che un tale esperto della Banda Encomiabile fosse presente alla conferenza. Ho potuto analizzarlo per pochi minuti, e ho notato una cosa: la grafia della lettera (perché sì, si vedeva ad occhio che era stata scritta a mano, in pieno stile Encomiabile, ma forse con un tratto un po' modificato) era quanto di più dissimile ci potesse esserci con la grafia dei messaggi che la Banda lascia solitamente per congratularsi per la stupidità dei sorveglianti, scritti sul muro dopo aver svolto il colpo. A distanza di ore e dopo averci riflettuto su, posso dire di essere certo che non c'è la Banda Encomiabile dietro queste minacce, ma qualcuno che si finge lei. Ma non è questo ad avermi stupito, ma due cose che sono successe dopo.
Alla fine della conferenza, sono riuscito finalmente a vedere chi era il giornalista dalla nazionalità indefinibile: era un mio vecchio collega! Per la precisione Davis Brigand, con il quale collaborai per alcuni aarticoli in passato. Eravamo molto amici, ma quando fummo licenziati perché un nostro servizio si rivelò infamante; da allora sparì nel nulla...
Non ci speravo più di reincontrarlo nuovamente, ma ora a distanza di chissà quanti anni, rieccolo comparire, a migliaia di miglia di distanza. Era sicuramente lui, magari un po' invecchiato, con molte rughe in più e i capelli un poco più bianchi, ma era lui. Mi ci sono avvicinato e l'ho chiamato per nome. Lui è rimasto per qualche istante turbato, poi si è voltato a guardarmi.
“Jefferson Gotrocks?!” mi ha detto con aria stupita.
Allora, in tutta fretta, lo ho portato in un ristorante per parlare. A un certo punto però mi sono reso conto che a parlare concitatamente ero solo io, mentre lui era rimasto piuttosto imbarazzato e risponde evasivamente alle domande. Eravamo diventati tanto amici anni prima, nel periodo antecedente alla sua scomparsa, e ora era così freddo. Mi insospettiva. Alla fine, gli ho chiesto di scrivermi in che albergo alloggiava, e lo ha fatto, per poi andarsene in tutta fretta, sempre molto imbarazzato. Questo era uno degli avvenimenti di oggi che mai mi sarei aspettato. Ma ne riamane ancora un altro, di cui mi sono accorto solo poco fa. Devo prima di tutto dire che ho scoperto che l'albergo che mi ha detto Brigand non esiste. Poi, analizzando bene la grafia per vedere di avere letto bene... Mi sono reso conto che Brigand ha la stessa grafia dei messaggi della Banda Encomiabile!

2 commenti:

  1. Racconto molto dettagliato. Descrivi quel che serve con dovizia di particolari, ma senza perderti in questioni inutili. Sono curioso di vedere come la vicenda prosegue.

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    1. Grazie :)
      Voglio vedere però se hai colto una citazione Disneyana in questo testo ;P

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Disse Anton Ego...

"Ma la triste realtà a cui ci dobbiamo rassegnare è che nel grande disegno delle cose, anche l'opera più mediocre ha molta più anima del nostro giudizio che la definisce tale."